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Eventi e News
Paolo Lucchi, Sindaco di Cesena
La prima volta che lo incontrai (era il febbraio di quest'anno) lui non era sindaco di Cesena ed io non ero ancora presidente della nostra associazione. Era una domenica e Paolo era nella nostra sede di via Serraglio per una donazione di sangue. Dopo colazione, facemmo un pò conoscenza parlando io dell'Avis e della situazione delle donazioni e lui parlò con grande trasporto di Cesena e di cosa avrebbe fatto, se fosse stato eletto sindaco, per migliorare ulteriormente la situazione viaria e turistica. Fu un colloquio sincero ed aperto forse perchè nessuno dei due aveva incarichi istituzionali che potessero frenare in qualche modo la conversazione.
Lo rincontrai ancora in via Serraglio e sempre per una sua donazione ematica. Lui nel frattempo era diventato Sindaco di Cesena ed io presidente dell'Avis di Cesena. Nonostante questi nuovi incarichi assunti, lui parlò tranquillamente della sua visione della politica e del suo nuovo incarico ed io espressi il desiderio, lasciati passare alcuni mesi per permettergli un assestamente nel suo nuovo incarico, di incontrarlo ancora per parlargli di alcune nostre problematiche fra le quali la situazione non brillante della raccolta di sangue. Ci vedemmo in Comune nel suo studio in un incontro nel quale partecipò anche l'assessore neo eletta alle politiche sociali del Comune di Cesena Simona Benedetti. Fu ancora una volta un colloquio franco nel quale il Sindaco e l'Assessore dimostrarono nei nostri riguardi grande disponibilità ed utili prese di posizione per risolvere le problematiche da me esposte. Un discorso era parlare in Avis fra una brioche ed un caffè, altro discorso era ricevere "promesse" di intervenire ufficialmente per il bene dell'Avis. Non nascondo (nemmeno a Paolo e a Simona) che ascoltai quelle loro "promesse" con un certo, se pur minimo, setticismo. Devo dire con piacere che successivi incontri sia con il sindaco sia con l'assessore mi hanno fatto ricredere ampiamente sulla loro disponibilità ed ora si è venuto a stabilire un cammino comune nell'interesse non solo dei donatori di sangue ma, soprattutto, di coloro che di sangue hanno bisogno per tornare in salute e, a volte, anche alla vita.