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Gianni Morandi

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In occasione della settima edizione della Run Tune Up, Trofeo nazionale Avis, gara internazionale di corsa su strada tenutosi a Bologna il 6 e 7 settembre, Gianni Morandi si è esibito, con Fiorella Mannoia e altri artisti del panorama musicale italiano e internazionale, sul palco allestito in Piazza Maggiore.
L'Avis regionale Emilia-Romagna ha realizzato con l'artista, che è testimonial della manifestazione sportiva dal 2001, l'
intervista che vi proponiamo.

Citiamo un po' di numeri. Nel 1981 fondasti la Nazionale italiana Cantanti insieme a Mogol, Mingardi e Bella, con la quale in oltre 25 anni di attività e 300 partite da te giocate, sono stati raccolti 50 milioni di euro. Un'attività, quella con la Nazionale, che ti è valsa nel 2003 un importante riconoscimento, ricevuto dalle mani del Dalai Lama e da Gorbaciov come "Man of Peace 2003". Nel 1999 scopri la Maratona di New York, che per diversi anni ti vedrà partecipare. E dal 2001 la Run Tune Up - Trofeo nazionale Avis, della quale sei testimonial insieme alla campionessa di maratona Laura Fogli. Sembra che nella tua vita sport, musica e solidarietà non possano fare a meno di andare a braccetto.
Lo sport e la musica sono due linguaggi universali che toccano il cuore di tutte le persone e hanno la capacità di coinvolgere tutti. Per questo, quando riusciamo a mettere a disposizione l'intrattenimento, la gioia di una gara sportiva o l'emozione di un palcoscenico per coloro che non riescono a goderne direttamente, per malattie o disabilità, quando insomma riusciamo a farli sentire partecipi, protagonisti assieme a noi, credo che questo sia il più straordinario degli obiettivi.

Come è possibile coniugare sport, musica e solidarietà, impegno civile e intrattenimento?
Come ci hanno insegnato le recenti olimpiadi di Pechino, gli eventi sportivi possono essere un'ottima occasione per parlare di temi alti come il problema dell'inquinamento globale, la democrazia... E la musica non è da meno. Penso a una tradizione italiana di cantautorato impegnato, ma anche all'esempio eclatante del "Uve Aid" per gli aiuti ai paesi del Terzo Mondo.

Secondo te perché sport e musica sono in grado di veicolare contenuti diversi da sé? E come si può utilizzare al meglio questa loro intrinseca capacità?
Credo che, in quanto persone, dovremmo dedicare un po' del nostro tempo ad aiutare gli altri, ed essere un personaggio pubblico ti offre una possibilità in più in questo senso. Gli eventi sportivi o musicali offrono l'opportunità di salire su grandi palcoscenici, che rappresentano quindi casse di risonanza per affrontare temi di rilevanza sociale. La maratona di Bologna può essere un modo per parlare di solidarietà o dei problemi delle nostre città. Ad esempio, per il concerto-spettacolo assieme a Fiorella Mannoia è stata pensata una scenografia con erba e alberi, per veicolare il messaggio che una metropoli in cui si respira aria pulita è una città migliore. Lo stesso discorso vale per la solidarietà. Sono tante le persone che vorrebbero vivere un'esistenza normale, ma che talvolta rimangono, per così dire, un passo indietro.
Nostro compito è quello di avvicinarci a loro, di tendere la mano: non è nulla di eroico o speciale, ma un modo per far sentire la nostra vicinanza.

Il tuo impegno per Avis risale a tanti anni fa, quando sei stato testimonial di una campagna pubblicitaria che ancora oggi rimane nella memoria di molti. Secondo una recente indagine, è quella che maggiormente si è impressa nella mente degli italiani. Cosa ti ha spinto ad accettare di offrire a titolo gratuito la tua immagine alla causa dell'Associazione?
Quell'estate, era il 2003, mi sembrava che ci fosse particolare esigenza di sangue. L'avvertivo da semplice cittadino, ero informato della situazione che peraltro ogni anno si ripresenta a ridosso del periodo estivo. Così, quando ci fu richiesto, fu naturale aderire alla campagna di comunicazione prestando la nostra immagine, assieme a Laura Fogli e agli amici del Celeste Group, l'associazione di volontariato impegnata nella organizzazione della Run Tune Up. Fu una cosa che facemmo con grande entusiasmo e ci fece piacere sapere che ebbe anche un notevole riscontro e un effetto positivo sul numero delle donazioni.

Ci sono traguardi che non hai ancora raggiunto? O che avresti voluto raggiungere, ma che per scelte e strade diverse intraprese, hai il rammarico di non aver conseguito?
Guardo solo al futuro e il mio traguardo è quello di andare avanti, come ho fatto finora, con la sincera speranza di non deludere mai la gente e di essere sempre all'altezza di ciò che le persone si aspettano da me.

Da "AVIS SOS"



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